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RESTAURO DELLA FACCIATA E DEI PORTONI D' INGRESSO

Nel ottobre 2006 l'Associazione ha iniziato a lavorare al progetto per il recupero del promontorio dell’Arma. Il 18 novembre 2006 è stata organizzata una conferenza, con relatore l’arch. Sandro Lorenzelli, che ha presentato ai numerosissimi intervenuti la storia del promontorio e le prospettive di sviluppo che il recupero dello stesso potrebbe avere. Il riscontro e gli apprezzamenti avuti sia dai presenti sia dalla cittadinanza, ci ha confermato che il Promontorio dell’Arma può diventare un polo culturale e turistico di importanza internazionale.
L’Associazione, attraverso diverse manifestazioni, con le donazioni di alcuni privati cittadini e curando l'apertura costante e continuativa della Chiesetta, in meno di due anni ha raccolto i fondi necessari al restauro della facciata e dei portoni d'ingresso della Chiesetta della SS. Annunziata. I lavori iniziati nel giugno 2008 si sono conclusi nel novembre dello stesso anno, e il 21 dicembre la Chiesetta è stata riaperta con un concerto di inaugurazione.
I lavori sono stati resi possibili anche dalle prestazioni, completamente gratuite, dell'Arch. Sandro Lorenzelli che ha assunto la direzione dei lavori, della Prof.ssa Maria Teresa Donetti che ha curato i lavori e provveduto al recupero dei marmi e dell'artigiano Giancarlo Manco che ha restaurato i portoni d'ingresso.
 

 

RELAZIONE SUI LAVORI
Arch. Sandro Lorenzelli

FACCIATA
Il primo intervento realizzato è stata la quasi completa asportazione degli intonaci degradati ed in particolare gli strati più moderni. Infatti in alcuni tratti erano stati eseguiti rinzaffi con malta cementizia di maggior consistenza rispetto agli intonaci a calce più vecchi, ciò ha causato una disomogeneità di conservazione dell'insieme. Ove possibile sono stati lasciati in situ gli intonaci originari, in particolare verso la parte est della facciata che, riparata dall'aggetto soprastante della roccia, si è mantenuta in migliori condizioni di conservazione. Anche il sedile alla base della facciata presentava numerosi distacchi di intonaco trovandosi ad esser la prima parte aggredita dall'umidità risalente dal suolo.
Per quanto concerne le parti in marmo formanti le riquadrature di porte e finestre esse si trovavano in buone condizioni ad eccezzione della porta laterale ad ovest, poiché le prime sono state sostituite in epoca più recente rispetto a questa e il materiale lapideo è stato meno tempo esposto alla corrosione del salino. Come detto la presenza di intonaci fortemente ammalorati nella parte centro occidentale della facciata ha inevitabilmente portato alla asportazione fino al vivo della muratura non essendo possibile salvarne superfici significative. Si è potuto pertanto verificare anche la tipologia muraria della facciata. Come si evidenzia dalle foto la facciata è stata realizzata con conci in pietra locale (arenarie e calcari) sommariamente sbozzati, ciottoli e mattoni di recupero, più frequentemente usati nelle ricuciture o a ridosso delle spalline delle porte e finestre, il tutto disposto a corsi irregolari legati da malta beige di granolumetria media.
RIPRISTINO
Sulla muratura così scarificata è stato eseguito un lavaggio a più riprese con idropulitrice a getto adeguato alla superficie da trattare con acqua deionizzata. Successivamente si è proceduto ad un rinzaffo con calce idraulica e sabbia di fiume e quindi ad intonacatura a più strati fino a raggiungere il livello esistente prima dell'intervento.
Per ultimo è stata eseguita una rasatura con grassello di calce e sabbia di fiume setacciata finemente.
Per quanto concerne la tinteggiatura, considerato che la facciata è continuamente esposta a fattori ambientali piuttosto aggressivi tra i quali l'umidità di risalita interna ed esterna, il vento e l'attacco salino sempre presente, è stata applicata con colori ai silicati puri (minerali) della ditta Biocalce e stesa in due mani con velature leggere a pennello e spugne per avere un effetto tale da uniformare gli assorbimenti e l'omogeneità di vecchi sottofondi. Preventivamente, prima di applicare i colori ai silicati sono state eseguite due stesure di fondo Biocalce per colori ai silicati per fornire una maggiore aderenza ai colori applicati.
INTERVENTI SUI MATERIALI LAPIDEI E SULLE EPIGRAFI
Come già anzi detto la conservazione dei materiali lapidei era in generale buona, solo nell'ingresso laterale stipiti ed architrave in marmo presentavano accentuati fenomeni di corrosione e distacco di scaglie imputabili alla maggiore antichità dei manufatti mentre sull'architrave dell'ingresso centrale era evidente una frattura dovuta presumibilmente all'effetto di schiacciamento derivante dalla massa rocciosa soprastante.
Tutte queste superfici sono state preventivamente consolidate con silicato do etile in più riprese sulle parti maggiormente degradate. Successivamente si è proceduto alla pulizia delle superfici con impacchi di Arbocel ed acqua deionizzata ad alla stesura finale di uno strato di cera mirocristallina.  Per ultimo sono state eseguite le integrazioni ai testi della lapide del XIX secolo e dell'epigrafe del XVIII secolo riprendendoli con colori simili agli originari.
Per l'architrave centrale, esclusa la sua asportazione che avrebbe comportato rischi di ulteriori fessurazioni vista la sua posizione nonché la presenza della epigrafe soprastante, si è preferito stabilizzare la situazione con l'inserimento di due barre filettate in acciaio fissate con tasselli chimici previa la formazione di due fori inclinati per ancorarsi alla roccia viva. I fori di entrata sono stati poi stuccati con mastice per pietra mescolato con polvere di marmo per renderli meno invisibili.
Per quanto riguarda il sedile alla base della facciata esso presentava quasi tutte le sedute in arenaria fortemente corrose dal salino. Pertanto si è provveduto anche per queste ad intervento di pulizia tramite ripetuti lavaggi con acqua deionizzata e consolidamento con più riprese di silicato di etile.
E' stata asportata anche la lastra di materiale lapideo diverso che si trovava vicino all'ingresso principale, posta evidentemente in tempi recenti per sostituire quelle in arenaria andate perdute. Si è pertanto cercata la possibilità di reperire materiale simile agli altri sia come grana che come colore. Fortunatamente si è reperito un blocco di arenaria proveniente da una demolizione con le stesse caratteristiche e con una superficie patinata dal tempo che ha permesso la sua collocazione in sostituzione della precedente dividendola in due parti per adattarla alle dimensioni di quelle contigue.
INTERVENTI SUI MANUFATTI METALLICI
Gli interventi hanno riguardato le inferriate delle due finestre che presentavano una situazione di notevole degrado dovuto alla normale consunzione del ferro esposto all'esterno e dunque agli attacchi atmosferici, ai dilavamenti pluviali, nonché alla corrosione marina.
Esse sono state ripulite dallo strato superficiale di ruggine e vernici con solventi adeguati per togliere le sovrapposizioni di più strati, riportandole al grezzo iniziale. Successivamente sono state applicate ripetute mani di convertitore in modo da bloccare la ruggine presente nelle fenditure e consolidare le parti più fragili. Infine è stata stesa una leggera verniciatura di color scuro ed una inceratura finale per protezione.
INTERVENTI SUI MANUFATTI LIGNEI
Per quanto concerne i due portoni di accesso si può dire che quello principale, in legno di castagno presumibilmente risalente al XVII secolo, presentava tracce di ridipinture ed una superficie esterna molto abrasa dal salino che ancora la impregnava e con qualche lacuna nei montanti ma sostanzialmente in discreto stato considerata la buona qualità del legno usato. Il portone laterale invece presentava uno stato di conservazione pessimo anche a seguito di molti rimaneggiamenti successivi come ad esempio l'inserimento di essenze lignee diverse dall'originale e non ultimo il rivestimento con lamiera zincata verniciata in nero delle specchiature; la serratura originaria non più presente era stata sostituita con una moderna.
L'intervento di restauro del portone centrale ha quindi comportato la pulitura con sverniciatore ecologico Baldini e spazzolatura della superficie per togliere l'eccesso di sale e residui con spazzole morbide. Successivamente si è proceduto al ripristino delle parti mancanti con integrazioni eseguite con la stessa essenza originaria e quindi è stata stesa una leggera intonazione della tinta con impregnante ad acqua e finitura con cera.
Per il portone laterale si è provveduto ad asportare le lamiere zincate e le tavole delle specchiature perché molto deteriorate e come già detto realizzate con legni diversi, sostituendole con altrettante di castagno provenienti da mobili d'epoca con superfici di taglio coevo. Quindi si è proceduto come per il portone centrale.
Le facce interne dei due portoni sono state ripulite dalle vecchie vernici, mantenendo per il portone principale alcune parti di vernice antica ed integrandola con una vernice a tono. La parte meccanica della serratura e le mappe sono state, prima spazzolate, disincrostate fino al ferro grezzo dal sale marino ed in seguito trattate con convertitore, ricoperte da una stesura di minio (antiruggine) ed ancora ricoperte da una vernice protettiva color grigio. Il portone laterale presentava, come detto, una serratura moderna e per questo si è optato per l'inserimento di un meccanismo d'epoca utilizzando il vecchio foro della chiave esistente relativo alla serratura originaria.
Sulla facciata antecedentemente ai restauri esisteva un riquadro in lamiera ove venivano affissi gli annunci della parrocchia e quindi in occasione dei lavori si è provveduto a darne una collocazione più idonea a fianco dell'ingresso laterale, realizzando un tabellone in ferro con supporto ove, oltre allo spazio per annunci, trovano posto anche notizie storiche in più lingue sulla grotta e sulla chiesa.